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Immagine opera selezionata non disponibile. Città ideale (autore sconosciuto), Galleria Nazionale delle Marche, Urbino

Oratorio dei Filippini

Nel 1636 Borromini è coinvolto nel concorso che i Filippini avevano indetto per la costruzione del convento e dell'oratorio.
Borromini lavora sul progetto di Paolo Maruscelli (architetto della confraternita) e sostanzialmente ne mantiene l'impianto.
"...trovai stabilito il disegno dal Signor Paolo Maruscelli ...fui forzato anche a metter mano al disegno del tutto con credenza di poterlo migliorare in molte parti..."
Con grande maestria riesce a sistemare il progetto del Maruscelli risolvendo la problematica della facciata dell'oratorio in ragione dell'entrata disassata rispetto all'altare.
Risolve inoltre la relazione tra la facciata longitudinale interna dell'oratorio, il primo cortile e la facciata della sacrestia (esistente) e lo migliora con accuratezza in tantissime altre parti.
Nel 1640 viene consacrato l'oratorio, dopo una interruzione di alcuni anni, i lavori vengono ripresi nel 1647.
Nel 1650 Il Borromini rinuncia alla carica di architetto e nel 1666 vengono eseguiti degli interventi che modificano l'opera del Borromini.
Nel 1725 viene pubblicato "Opus Architettoonicum" scritto da padre Virgilio Spada. Il testo, scritto nel 1648 o nel 1656, è sicuramente di ispirazione borrominiana, dove l'architetto parla della sua opera in prima persona.

«L’architettura è un pretesto. Importante è la vita, importante è l’uomo!» Oscar Niemeyer